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...proporre oggetti non invadenti... |
Maniglie
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Edison
Chi sono Sergio Mazza,
Giuliana Gramigna

Maniglia Giuliana (1985 prod. Olivari)
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Dal
libro"L'architettura presa per mano", a cura di Stefano Casciani, Idea
Books, Milano, 1992
"Gli oggetti di M & G [...] parlano a bassa voce, con grande discrezione; anche
se, ponendoci l'occhio sopra, ci si accorge di quante invenzioni formali siano
apportatori e quale fatica sia costata la loro messa a punto".
Cosi il critico Giovanni Klaus Koenig, il più temuto dagli architetti per la sua
sferzante vena satirica, commentava il lavoro di Sergio Mazza e Giuliana Gramigna,
nell'introduzione alla monografia su di loro pubblicata nel 1983.
Certamente l'inconsueta benevolenza di Koenig era dovuta alla profonda conoscenza
dei due architetti, fondatori e direttori per più di vent'anni della rivista "Ottagono",
su cui Koenig ebbe a scrivere alcune delle sue pagine più belle.
Questo rapporto non è pero sufficiente da solo a motivare il giudizio del critico:
non si può infatti non essere d'accordo con Koenig quando, parlando del design
di Mazza e Gramigna, fa notare che "si tratta di oggetti nati per adattarsi all'architettura
e non per essere protagonisti".
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S.
Mazza, poltrona in resina
Toga (1968 prod. Artemide) |
Evidentissima
è infatti la relazione esistente tra disegno degli spazi architettonici e di oggetti
per l'arredamento, in cui i due progettisti hanno dato i migliori risultati come
designer.
Già nel primo lavoro eseguito da Mazza - il piccolo padiglione/cabina telefonica
esposto alla X Triennale di Milano nel 1954 - l'uso del prefabbricato sortisce
un elegante risultato formale; e in tutta la successiva produzione edilizia dello
studio, sempre coerente è il progetto dei volumi architettonici con quello degli
spazi interni. |
Sezione della Lampada da tavolo Alberto (1980 prod. Quattrifolio)
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Da
questa versatilità progettuale tra esterno e interno Mazza e Gramigna ricavano
gli strumenti e la modestia necessari a proporre oggetti non invadenti, complementi
a un abitare che si suppone definitivamente modernizzato. Oggi sappiamo che non
è (probabilmente non sarà mai) cosi: la convivenza tra moderno e non-moderno è
destinata a durare.
Ebbene, in questa condizione immutabile dell'arredo gli oggetti di Mazza e Gramigna
si inseriscono ugualmente bene. Non è un caso che la maniglia Edison, progettata
da Mazza nel 1967, sia ancora oggi prodotta da Olivari, e che la Giuliana (1985)
disegnata in coppia, possa adattarsi anche "al più semplice e rigoroso dei battenti"
come scrive Giuliana Gramigna; costituendo però "un visibile elemento di prestigio,
accostabile ad altre finiture dell'ambiente ugualmente impegnative".
Da qui la scelta di
forme geometriche primarie, il cilindro e la sfera, armonicamente combinate: e
per i materiali, l'ottone lucido o brunito, combinato con l'ebano dell'impugnatura.
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Copertina
della rivista Ottagono n.47 |
| Da
qui la scelta di forme geometriche primarie, il cilindro e la sfera, armonicamente
combinate: e per i materiali, l'ottone lucido o brunito, combinato con l'ebano
dell'impugnatura. |
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