La Casa alle Zattere viene definita da Giulio Carlo Argan 'la Ca' d'Oro dell'architettura moderna.


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Chi è Ignazio Gardella


Maniglia Garda
Maniglia Garda
(1951 prod. Olivari)

Dal libro"L'architettura presa per mano", a cura di Stefano Casciani, Idea Books, Milano, 1992

Già nel 1935, con il primo suo progetto "pubblico" (una torre per piazza del Duomo a Milano), Gardella ottiene un riconoscimento generalizzato delle sue capacità di architetto moderno; il successivo Dispensario antitubercolare di Alessandria (1937) è considerato una delle opere più pure del razionalismo italiano. Con esso Gardella contemporaneamente dà però anche l'addio all'ortodossia modernista; nel secondo dopoguerra, con il restauro dei Bagni termali di Ischia (1950) compie uno spettacolare gesto di "contestazione", anteponendo a un corpo assai geometrizzato un colonnato neoclassico, vero e proprio trompe l'oeil tridimensionale.

Padiglione d'Arte contemporaneaIl Padiglione d'Arte contemporanea, Milano (1953)

La sua "anarchia" rispetto ai canoni del Movimento Moderno lo pone al centro dell'attenzione, più o meno benevola, della critica, spesso sconcertata dall'imprevedibilità delle sue opere.

Collabora con la rivista "Casabella" sotto la direzione populista di Rogers, ma lavora quasi esclusivamente per l'alta borghesia: sua la Villa Borletti (1945), sua molta parte della raffinatissima produzione di oggetti Azucena (lampada da terra a prisma, 1956). Come ha brillantemente enunciato Alessandro Mendini "incontrastato purista il suo innato intuito compositivo lo collega per via diretta non solo con il razionalismo, ma anche con la stilematica nobile e scarna dei vecchi palazzi lombardi o delle case veneziane".

Proprio a Venezia (Casa alle Zattere, 1957) e a Milano (Casa in via Marchiondi, 1951), Gardella dà infatti alcune delle sue migliori prove di architetto. La Casa alle Zattere viene definita da Giulio Carlo Argan 'la Ca' d'Oro dell'architettura moderna un capolavoro di virtuosismo stilistico" (Portoghesi, 1968). Il compostissimo esercizio progettuale di via Marchiondi è anche l'occasione per misurarsi con una piccola-grande operazione di design: il tema della maniglia, che viene risolto da Gardella con un raffinato ridisegno del cilindro curvato della tradizione modernista.

Dalla collaborazione con Olivari, specifica per questa realizzazione aziendale di "marketing personalizzato", caratteristica di questi anni) nasce un nuovo archetipo di oggetto: quella maniglia che ancora oggi Olivari produce con il nome Garda.

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Albini - Helg
Sergio Asti
B.B.P.R.

Rodolfo Bonetto
Andrea Branzi
Luigi Caccia Dominioni
Joe Colombo
Ignazio Gardella
Giorgetto Giugiaro
Massimo Iosa Ghini
Vico Magistretti
Angelo Mangiarotti
Mazza - Gramigna
Alessandro Mendini
Mercatali - Pedrizzetti
Monti G.P.A.
Marcello Nizzoli
Marcello Piacentini
Gio Ponti
Ferdinand A. Porsche
Paolo Portoghesi
Richard Sapper
Giotto Stoppino
Van Onck - Takeda
Oscar Tusquets


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Poltrona Digamma
(1957 prod. Gavina)
 

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