| L'opera
di Albini è stata definita "composta, dura, precisa, acuta, essenziale"... |
Maniglie
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Agata
> Ambra
Chi sono Franco Albini e Franca Helg

Maniglia Agata
(1965 prod. Olivari)
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Dal
libro"L'architettura presa per mano", a cura di Stefano Casciani, Idea
Books, Milano, 1992
Da una lunghissima
militanza nelle file del Movimento Moderno, Albini ricava una straordinaria capacità
di sintesi pratica, applicata a manufatti tanto concreti nella realtà quanto
"eterei" nella concezione.
Già negli anni Trenta i suoi oggetti si distinguono per una personalissima
poetica, mediata da una intrinseca genialità tecnologica e strutturale.
Nella radio del 1938, l'oggetto viene svincolato dal mobile tradizionale, riducendo
il supporto a due semplici lastre di vetro, cui è sospeso l'apparecchio
scoperto. |
Poltrona
Fiorenza (1955 prod. Arflex) |
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La sua visione dell'arredo
come design si esprime più compiutamente nell'abitazione personale a Milano,
in particolare nella libreria (1939-1949): una struttura tensile in legno, con
cavi d'acciaio per tiranti, ganci in ottone e piani in vetro: tutto rigorosamente
disegnato nei minimi particolari.
Questa raffinata
attenzione al dettaglio esecutivo avrà modo di esplicarsi particolarmente
nelle architetture pubbliche, nei mobili per la serie ( per quanto di fabbricazione
semiartigianale) e soprattutto nei pregiati allestimenti di mostre e musei: tutto,
dal 1952, progettato insieme a Franca Helg.
L'opera di Albini
è stata definita "composta, dura, precisa, acuta, essenziale":
certamente tutti aggettivi adatti ai suoi oggetti, a cui si potrebbe aggiungere
il più semplice "umani". Posti di fronte alla necessità
di progettare - per due volte - una maniglia, Albini ed Helg danno in entrambi
i casi la stessa risposta, concretamente realizzata da Olivari: l'Agata e l'Ambra
hanno una forma tanto organica quanto perfettamente calibrata all'uso della mano. |
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(c) 1998 - 2000 OLIVARI
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